Essere perfezionisti spesso è considerato un talento. Il bisogno di perfezione dal punto di vista della performance potrebbe anche essere d’aiuto ma dal punto di vista emotivo è un nostro alleato? Sono due facce della stessa medaglia: fare le cose in modo “perfetto” e stare male quando le cose non sono perfette così come le desideriamo. Osservando i perfezionisti con cui ho lavorato nessuno sembra vivere davvero bene questa propria caratteristica se non quando le cose gli riescono a dovere.
Cosa accade, invece, quando i risultati non sono quelli sperati? La mancanza di perfezione innesca un vortice di emozioni negative: frustrazione, rabbia, sensazione di non avere il controllo, abbassamento dell’autostima. “SI PUÒ SEMPRE FARE MEGLIO” è una bella frase che dovrebbe essere solo un invito a migliorarsi e non un parametro con cui misurarsi. Cosa accade se confrontiamo noi stessi e le nostre performance con la PERFEZIONE? Non saremo mai abbastanza e non andremo mai davvero bene.
Perfezionismo e autostima non vanno d’accordo. Un perfezionista è sempre scontento e se sta parando di se stesso allora dirà proprio a se stesso che non va mai bene. Dopo averlo ripetuto centinaia di volte andrà sotto terra la considerazione che ha di sè. Per non parlare poi del rapporto con noi stessi: come può piacerti una persona alla quale non va mai bene niente? Come puoi apprezzarla davvero? Essere così severi verso noi stessi è un ostacolo per l’amor proprio e per il futuro delle nostre performance.
Il bisogno di perfezione spesso nasce nel nostro passato, dal rapporto con i nostri genitori o dalla scuola. Se prendi un bel voto allora tutto intorno a te è tranquillo ma se il voto è basso allora musi lunghi dentro casa e urla da parte degli insegnanti. In questo modo impariamo che SE FACCIO BENE allora riceverò AMORE, RISPETTO e CONSIDERAZIONE. Se faccio male? “Niente coccole stasera”.
IL PERFEZIONISMO NON RIGUARDA L’ECCELLENZA MA IL CONTROLLO
Il perfezionismo è una risposta inconscia: “se voglio stare lontano dai guai serve che tutto venga fatto bene”. La perfezione ci da un senso di tranquillità mentre l’imperfezione ci crea uno stato d’allerta: quindi il bisogno di perfezione è un meccanismo inconscio di AUTODIFESA. Se c’è una difesa c’è anche un possibile pericolo: fai un viaggio dentro di te per rassicurare te stesso sul fatto che non sei in pericolo quando le cose non sono state fatte perfettamente.
Con questo articolo voglio invitarti a riflettere su quei condizionamenti interiori che manipolano i tuoi comportamenti e le tue emozioni affinché tu possa cominciare a guardare te stesso con occhi diversi. A considerare normale la necessità di migliorarti e di lavorare sul tuo mondo interiore per poter fare un’esperienza di vita felice. Per vivere in pace molti puntano quasi solo ad un buono stipendio, una casa e tutte le comodità necessarie ma tengono poco a mente quanto anche le nostre condizioni interiori siano di impatto sul come ci sentiamo mentre viviamo la nostra vita giorno per giorno.
“Il perfezionismo è una maratona in cui il traguardo si allontana ad ogni passo”

